08/09/2026
Nell'Isola di San Lazzaro degli Armeni, a Venezia, l'8 settembre si è tenuta una Divina Liturgia dedicata al 350° anniversario della nascita dell'Abate Mechitar di Sebaste, fondatore della Congregazione Mechitarista.
La celebrazione è caduta in una data dal profondo valore simbolico: fu proprio l'8 settembre 1717 che Mechitar e i suoi confratelli fecero il loro ingresso ufficiale sull'isola, concessa dalla Serenissima Repubblica di Venezia. Da allora, per oltre tre secoli, San Lazzaro custodisce uno dei legami spirituali e culturali più profondi tra l'Europa e il popolo armeno.
La Liturgia è stata impreziosita dalle esecuzioni dei cori Saghmosergu e Geghard, tra le più autorevoli formazioni della tradizione corale sacra armena, la cui partecipazione è stata sostenuta dalla Fondazione Karapetyan. Hanno preso parte alla celebrazione S.E. il Prefetto di Venezia, Darco Pellos, e Gagik Sarucanian, Console Onorario della Repubblica d'Armenia a Venezia, insieme ad altre autorità e ai rappresentanti della comunità armena.
Nato a Sebaste (l'odierna Sivas, in Anatolia) il 7 febbraio 1676, Mechitar — il cui nome in armeno significa "consolatore" — fondò nel 1700 la Congregazione che avrebbe poi portato il suo nome. Stabilitosi a San Lazzaro, ne fece uno dei fulcri della rinascita culturale armena: vi avviò un'intensa attività editoriale, vi compilò il primo Dizionario della lingua armena — grazie al quale l'armeno divenne la sesta lingua al mondo a dotarsi di un dizionario moderno — e vi custodì una straordinaria raccolta di manoscritti. Proprio sull'isola sarebbe stata in seguito disegnata anche la prima bandiera dello Stato armeno indipendente.
Il CCIAM ha sostenuto e affiancato l'iniziativa, nella convinzione che non si possa comprendere davvero l'Armenia — né costruire con essa rapporti solidi e duraturi — senza conoscerne la storia e la cultura.
«Conoscere l'Armenia significa prima di tutto conoscerne l'anima. San Lazzaro è il luogo dove questa anima ha trovato casa a Venezia da oltre trecento anni: qui la lingua, i libri e la memoria di un intero popolo sono stati custoditi e tramandati quando altrove rischiavano di andare perduti. Per il CCIAM sostenere una celebrazione come questa è un gesto naturale e doveroso: la cultura è il fondamento su cui poggia ogni collaborazione autentica tra due popoli», ha dichiarato Ferdinando Pelazzo, Presidente del CCIAM.
«La musica sacra dei nostri cori racconta un'identità millenaria che ha saputo attraversare i secoli. È un'emozione profonda vederla risuonare a Venezia, la città che ha accolto e valorizzato la nostra cultura, offrendole una casa», ha commentato Gohar Ghumashyan, Armenian Businessmen Association.
«La due giorni veneziana ha unito idealmente economia e spiritualità. Dopo il forum d'affari del 7 settembre, questa Divina Liturgia a San Lazzaro ci ricorda che i rapporti tra Italia e Armenia si fondano su una storia condivisa che dura da secoli: un patrimonio comune di valori, cultura e amicizia che desideriamo continuare a coltivare», ha sottolineato Stefano Maggi, Segretario Generale del CCIAM.
La Divina Liturgia ha idealmente concluso la due giorni veneziana dedicata ai rapporti tra Italia e Armenia, dopo il forum economico «Discover Armenia» svoltosi il giorno precedente presso la Camera di Commercio di Venezia Rovigo. Nei prossimi giorni la delegazione armena prosegue il proprio tour istituzionale verso Roma. Il CCIAM sta inoltre pianificando una business mission in Armenia per un gruppo di imprese italiane, con l'obiettivo di trasformare i contatti avviati a Venezia in concrete opportunità di collaborazione.